Digitale, cresce in Europa

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Digitale, è la strada per la competitività delle imprese europee.

La consapevolezza è sempre più forte, tanto che crescono gli investimenti in questa direzione.

Un dato su tutti: nel 2017 più del 70 per cento delle imprese europee che operano nell’edilizia e nel settore alimentare hanno investito in tecnologie digitali.

È quanto emerge dall’edizione 2018 Digital Transformation Scoreboard della Commissione Europea.

Cresce l’attenzione al digitale

Cresce, quindi, l’attenzione al digitale come strumento per la competitività da parte di tutte le imprese europee.

In particolare, il focus della Commissione dedicato ai comparti edilizia e alimentare, mostrano una grande sensibilità di questi comparti verso questo tema.

Dall’adozione di software per la gestione magazzino, come quello proposto da Fatture in Cloud, ad adozioni più articolate e complesse, le imprese hanno capito che la sfida per la nuova Industria 4.0 si gioca su questo particolare piano, capace di ottimizzare la produzionemigliorare i risultati e valorizzare le skills dei dipendenti.

L’analisi delle strategie

Il report parte dall’analisi di 19 strategie nazionali elaborate proprio per favorire l’adozione della trasformazione digitale da parte del tessuto produttivo dei Paesi membri dell’Unione europea.

Il periodo preso in considerazione per effettuare l’analisi è quello compreso tra il 2011 e il 2017. Tra le strategie prese in considerazione rientra anche il Piano nazionale Industria 4.0 adottato dall’Italia.

Dove si punta

Nella maggior parte dei casi, nel 70 per cento dei casi, gli investimenti verso il digitale riguardano soprattutto infrastrutture e tecnologie.

Solo per il 16 per cento dei casi, invece, gli investimenti devono dare priorità allo sviluppo di nuove competenze, in linea con le nuove esigenze del mercato.

Nel 42 per cento dei casi, poi, le trasformazioni in atto vengono avviate attraverso il ricorso a finanziamenti basati su risorse pubbliche.

Si attesta su una percentuale decisamente simile, invece, la quota di imprese europee che ha avviato questa trasformazione digitale facendo ricorso allo stesso tempo e in egual misura a finanziamenti di tipo pubblico e privato.

Infine, solo una quota molto bassa, pari al 16 per cento del totale, si è avvalsa prevalentemente di risorse private per avviare la rivoluzione digitale.

Le nuove tecnologie

I soggetti intervistati hanno dichiarato di aver adottato una nuova tecnologia digitale nel 68 per cento dei casi.

Più bassa la percentuale di imprese che ne hanno adottate più di due: si attesta sul 35 per cento.

Nella maggior parte dei casi riguardano: social media, big data e cloud.

Perché piacciono? Perché aiutano concretamente la crescita del business.

Infatti, il 46 per cento delle imprese ha dichiarato di aver ottenuto un aumento dei profitti negli ultimi 3 anni proprio dopo aver adottato una tecnologia digitale che, nella maggior parte dei casi, è stata utilizzata per incrementare e migliorare la relazione con i clienti e la gestione dei progetti.

Attenzione alle competenze

L’indagine, però, evidenzia anche un interessante paradosso.

Le imprese, infatti, non investono in competenze ma sono proprio queste ultime a rappresentare una certa criticità, perché manchevoli.

Se il 57 per cento dei soggetti intervistati, infatti, considera di avere le competenze necessarie per adottare le tecnologie digitali, il 43 per cento sa e dice di non esserne consapevole e di non possedere in house queste particolari competenze.

Il gap di competenze digitali interessa una fetta ampia della forza lavoro europea, ben il 35 per cento.

Da qui la necessità di intervenire con linee programmatiche, che hanno preso forma nel 2016 nel piano della Commissione europea: New Skills Agenda for Europe.

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